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La regione di Chablis è rinomata per le sue oltre 300 aziende vinicole, alcune delle quali tramandate di generazione in generazione da ben 14 generazioni. La tradizione si perpetua anche attraverso la cooperativa vinicola di Chablis, fondata nel 1923, che oggi occupa un quarto dei vigneti della regione. Risalente all'ordine monastico dei Cistercensi, la denominazione vinicola di Chablis vanta un patrimonio di grande tradizione. Situato nel dipartimento dell'Yonne, il vigneto di Chablis occupa la parte più settentrionale della Borgogna e comprende 20 villaggi vicini alla città di Chablis. Fin dall'epoca romana, i vigneti sono un segno distintivo di Chablis, con una notevole espansione nel XII secolo grazie all'influenza dei monaci cistercensi. La loro fondazione dell'Abbazia di Pontigny nel 1114 è nota per aver svolto un ruolo cruciale nello sviluppo del vino di Borgogna, e in particolare a Chablis.
Una grave crisi causata dalla fillossera ridusse significativamente la superficie viticola di Chablis nel XIX secolo, limitandola a 550 ettari. L'unica varietà di uva coltivata a Chablis per la produzione di vini AOC è lo Chardonnay, un vitigno famoso originario della Borgogna. Esso trova la sua espressione unica e tipica nella geologia e nel clima distintivo di Chablis. Questo terroir kimmeridgiano, uno strato geologico risalente a 150 milioni di anni fa e ricco di marne e fossili di Exogyra Virgula, conferisce una mineralità specifica ai vini di Chablis.
Il clima di Chablis, definito oceanico degradato, è influenzato da condizioni oceaniche e continentali. È caratterizzato da precipitazioni moderate, inverni freddi ed estati calde, il che rende i vigneti sensibili al gelo primaverile.
Oggi, il vigneto di Chablis si estende su circa 5500 ettari, dedicati esclusivamente allo Chardonnay e alla produzione di vini eccezionali, disponibili per l'acquisto.

Vino Chablis: alla scoperta delle quattro denominazioni della Borgogna

Se siete alla ricerca di un vino Chablis, scoprite le quattro denominazioni distintive che si nascondono sotto il famoso nome di Chablis, ognuna con le proprie caratteristiche uniche.

L'essenziale dello Chablis AOC

Consacrato dal 1938, lo Chablis AOC si estende su 3630 ettari che attraversano tutti i comuni di questa generosa denominazione. Questo vino bianco secco è prodotto esclusivamente con uve Chardonnay. Si presenta con un colore dorato e scintillante, con un profumo fresco e minerale. All'assaggio, sprigiona una raffinata secchezza, con aromi di frutta bianca, agrumi e sentori di tiglio o acacia, senza dimenticare il suo tratto emblematico: le distinte sfumature di pietra focaia.

La singolarità del Petit Chablis

Riconosciuto dal 1944, il Petit Chablis comprende 1018 ettari coltivati nel cuore del territorio di Chablis. Situati principalmente in cima ai pendii o sugli altipiani adiacenti, questi terroir offrono un vino dal colore oro pallido. Quest'ultimo sprigiona un profumo delicato con note di fiori bianchi e agrumi accompagnate da sottili sentori minerali. L'attacco al palato è vivace e si equilibra in una rotondità armoniosa, per finire con una freschezza minerale. Il Petit Chablis incarna la giovinezza e la vivacità.

L'eccellenza dello Chablis 1er Cru

Istituito insieme allo Chablis Village nel 1938, lo Chablis 1er Cru comprende 780 ettari distribuiti tra vari comuni viticoli, che comprendono 40 climats classificati. Questi "Climats", micro-terroir con precise caratteristiche geologiche e climatiche, si ergono sui pendii che incorniciano il fiume Serein. Il vino presenta un colore oro pallido con riflessi verdognoli. Delicato e complesso, il suo profumo integra armoniosamente note floreali, fruttate e minerali. La degustazione rivela una struttura solida e una palette aromatica elaborata per un vino di notevole longevità e finezza, destinato all'alta gastronomia.

La grandezza dello Chablis Grand Cru

Ufficiale dal 1938, lo Chablis Grand Cru rappresenta l'apice della maestria su circa un centinaio di ettari del comune di Chablis. Sette climats – Blanchot, Bougros, Les Clos, Grenouilles, Les Preuses, Valmur, Vaudésir – situati sulla riva destra del Serein ne illustrano la nobiltà. Il vino si presenta con un colore verde-oro brillante. Al naso, un bouquet complesso e caratterizzato da una mineralità incisiva, si apre in un vibrante bouquet di frutta secca e fiori bianchi. Al palato, l'equilibrio è preciso tra vivacità e pienezza; gli aromi si rivelano con orgoglio e il finale persistente accentua la base minerale. Questo vino di grande invecchiamento celebra l'eccellenza gastronomica. Per il vostro acquisto di vino Chablis, ciascuna di queste denominazioni incarna lo spirito della Borgogna nella sua ricchezza e diversità, promettendo esperienze gustative fuori dal comune per gli amanti dei grandi vini.

DOMANDE FREQUENTI

Quali climat confrontare presso lo stesso domaine a Chablis Grand Cru?

Da Droin Jean-Paul & Benoït, Grenouilles, Vaudésir e Valmur sono rappresentati nell'annata 2022. Riunire queste tre referenze permette di confrontare diversi climat mantenendo lo stesso produttore e la stessa annata come punti in comune.

Quali referenze permettono una degustazione verticale di Chablis Grand Cru?

Le cuvée Valmur e Vaudésir di Droin Jean-Paul & Benoït sono rappresentate ciascuna nelle annate 2021, 2022 e 2023. Potete così seguire la stessa cuvée per tre annate oppure organizzare due verticali parallele.

Quali bottiglie scegliere per esplorare Les Preuses?

Les Preuses di Fèvre Nathalie & Gilles è presente nella selezione con le annate 2021 e 2022. Questa coppia permette di scoprire questo climat attraverso due annate dello stesso domaine.

Quali Chablis Grands Crus 2023 tra le referenze presentate hanno ricevuto una valutazione?

Il Vaudésir 2023 di Droin Jean-Paul & Benoït ha ricevuto 96 punti dalla RVF, mentre il suo Valmur 2023 ha ottenuto 94 punti da Parker. Queste valutazioni provengono da due fonti diverse e non costituiscono quindi una classifica diretta tra i due vini.

Quali produttori sono maggiormente rappresentati in questa selezione di Chablis Grand Cru?

Droin Jean-Paul & Benoït conta 14 referenze, Samuel Billaud 13 e Billaud-Simon 11. Sono rappresentati anche Dauvissat e Régnard, con 6 referenze ciascuno: diversi domaines possono quindi fare da filo conduttore per esplorare la denominazione.